#NoPlasticaMonouso

STEP 1 #AcquaInBottiglia

Io viaggio molto, per lavoro e per piacere. Nell’ultimo anno avrò fatto in volo quasi 3 giri del globo…

Bevendo come un cammello, e passando le mie giornate al lavoro in un piccolo container con altri colleghi, luogo in cui la signora delle pulizie veniva massimo 1 o 2 volte alla settimana, mi sono sconvolta della quantità mostruosa di bottiglie d’acqua utilizzate per idratarsi.

Questo, unito al viaggio fatto in Algeria nei campi profughi Saharawi, ha lasciato il segno, e ho pertanto deciso di fare qualche ricerca e qualche conto…

Come detto, io bevo molta acqua, normalmente dai 2,5 ai 3 litri al giorno, consumando quindi una media di 18 litri alla settimana, che tradotto in bottiglie sono circa 600 all’anno contando una minima efficienza e l’esclusivo utilizzo di bottiglie da 1,5 litri.

In un anno produrrei quindi circa 24kg di plastica (stimato in difetto) solo di bottiglie.

Tradotto in altre parole, per la produzione delle bottiglie usate una sola volta per contenere i miei 900 litri di acqua, ho consumato:

·        50kg di petrolio

·        437,5 litri di acqua

E sempre per produrre questa grande quantità di bottiglie, ho fatto rilasciare nell´atmosfera:

·        1 kg di idrocarburi;

·        625 g di ossidi di zolfo;

·        500 g di ossidi di azoto;

·        450 g di monossido di carbonio;

·        57,5 kg. di anidride carbonica, gas responsabile dell’effetto serra. (circa 510km percorsi con un´automobile di medi consumi)

Oltre a questo bisognerebbe calcolare anche i costi di smaltimento e di trasporto…

ALLARMANTE!

Soprattutto se si pensa che tutto questo deriva dal fatto che non bevo acqua potabile che sgorga direttamente dal rubinetto, controllata e “fresca di fonte”, con un Ph neutro (l´ho misurato in vari posti)… e che per questo sfizio, per i miei 900litri di acqua, pago circa 600euro anziché 1,3euro…

 

SONO IDIOTA e sto contribuendo in maniera massiccia ad inquinare questo nostro splendido mondo…

 

A questo punto ho pensato di munirmi di una bottiglia riutilizzabile che ho comprato per il modico prezzo di 27,99euro, scegliendo un Thermos da 0,75l, di acciaio inossidabile, con apertura a scatto, ultraleggero, in quanto sono sempre in viaggio.

Da quando ho fatto questo acquisto ho potuto “assaggiare” l´acqua di diversi rubinetti in giro per il mondo, stupendomi alle volte dello splendido sapore vivo che alle volte ha. Alle volte, a causa del gusto marcato di cloro di alcune acque è molto più semplice farle sedimentare o farle filtrare, ma in realtà devo dire che non mi sono ancora capitati posti in cui il gusto sia così orribile da farmi pentire della mia scelta. Magari evitate le acque dei treni e degli aerei…

Anche ai controlli aeroportuali si passa senza problemi, se la borraccia è stata prontamente svuotata, ovviamente.

Unico problema riscontrato ad oggi, sono i bagni dell´aeroporto di Milano Malpensa che purtroppo hanno una distanza fra il rubinetto e la ceramica del lavandino non sufficiente per un semplice refill della mia bottiglia, ma con qualche accorgimento sono riuscita a bere anche lì. Al limite, se voi non bevete quanto me, consiglio una bottiglia di 0,5l, più leggera e maneggevole.

Inoltre devo dire che avere la bottiglia sempre con me, mi garantisce di poter essere idratata costantemente e ovunque.

Sono davvero contenta di aver fatto questo acquisto e di aver contribuito, anche solo minimamente a mantenere il nostro mondo pulito.

 

Next step… #FARE_LA_SPESA

Rimaniamo Umani

Un uomo esce di casa e inizia una diretta Facebook per andare all´interno di un luogo di culto ad uccidere delle persone…
Sembra tratto da un videogioco tipo Carmageddon o l’inizio di uno di quei thriller nemmeno tanto psicologici, ma sicuramente non un episodio della vita reale…
Prendo l’attentato di Christchurch solo come un esempio su molti…
 
Non voglio soffermarmi sul perché, sul manifesto dell’attentatore, sui suoi futuri target… Non dico che non siano importanti, dico solo che questo, come tutti gli altri attentati, e come tutte le azioni e i commenti che disprezzano una determinata caratteristica del genere umano, hanno come comune denominatore l’odioso “noi” “loro”, uno state of mind completamente sbagliato, che fa erroneamente pensare di appartenere quasi a specie diverse e che soprattutto ci deruba di quello che dovrebbe sempre accompagnarci e che è quanto di più prezioso abbiamo: l’umanità.
Io, noi tutti, siamo in primis essere umani, e poi ci decliniamo in un splendide differenti sfaccettature, che rendono ognuno di noi unico nel suo genere e di conseguenza importante e prezioso per la continuità e l’evoluzione del genere umano. Madre Natura ha creato la biodiversità per ipotecare la sopravvivenza, e noi siamo all’interno di questo incredibile progetto e la nostra diversitá, è la stessa ricchezza che ci ha permesso di arrivare fino ad oggi…
 
Siamo donne, uomini, bambini, bianchi, gialli, rossi, grassi, magri, sportivi, belli, brutti, alti, bassi, con gli occhi di tante diverse sfumature, operai, medici, scrittori, stilisti, mulatti, asiatici, africani, attivisti, pantofolai, amanti dei cani, benestanti, acculturati, e così via…
Pensate a quanti splendidi aggettivi servirebbero per descrivervi completamente e poi pensate quanti altri, magari anche completamente discordanti con i vostri, servirebbero per descrivere la persona che più stimate o amate o quanti ne trovereste di simili con colui che non vi piace.
Nessuno di noi è solo un aggettivo, e lo stesso aggettivo non può descriverci esaustivamente in ogni momento della nostra vita, perché ci evolviamo, cambiamo a seconda delle esperienze che facciamo. Nessuno di noi può essere descritto in ogni momento con quanto possiede…
 
Ma TUTTI, proprio tutti, sempre e comunque, in ogni momento della nostra esistenza possiamo essere descritti come essere umani… Umani appunto.
E tutti abbiamo contribuito ad essere quello che siamo in questo mondo, e a quello che diverremo. Ognuno di noi, ognuno, è un pezzo fondamentale del puzzle che è l’esistenza umana.
Quando ci dividiamo in “noi” e “loro”, non facciamo null’altro che negare una parte di questa umanità, cerchiamo di soffocare e di omologare tutto ad uno standard, blocchiamo il divenire, il trasformarsi… Non lo accettiamo.
Ma è quanto di più stupido si possa fare, perché è come non accettare di avere un dito indice, solo perché non è un dito medio o non accettare che le nostre gambe si allunghino quando stiamo diventando adulti…

“Son membra d’un corpo solo i figli di Adamo, da un’unica essenza quel giorno creati. E se uno tra essi a sventura conduca il destino, per le altre membra non resterà riparo. A te, che per l’altrui sciagura non provi dolore, non può esser dato nome di Uomo”. Saadi di Shiraz, 1203 – 1291

Rimaniamo Umani.