Perù con capatina a La Paz

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04 Settembre 2004

Italia – Atlanta

Partiamo da Malpensa per raggiungere ad Atlanta l’unica partecipante che vola da Roma… Ed inizia già l’avventura! Non ho nemmeno finito di pensare che i controlli negli USA non sono poi così tremendi, quando non riesco a trovare Camilla al punto dove ci eravamo date appuntamento… Un tipico Cop americano mi sottolinea che avrebbe dovuto starsene lì ad aspettare per ben 2 ore e che questo è impossibile per questioni di sicurezza… Esco, ma Camilla non c’è!!! Dopo varie peripezie (dove ho avuto più volte modo di ricredermi su quanto pensato poche ore prima) il gruppo si riunisce, ascoltando l’avventura della partecipante romana trattenuta per ben 3 ore all’ufficio immigrazione!!!

Stressati, con la sola voglia che arrivi il giorno successivo, ci ristoriamo al Days Inn East, tipico motel da film americano dove servono davvero i tappi per le orecchie per dormire visto che ci passeranno 3 aerei al minuto alla minima distanza di sicurezza!!! Ci facciamo accompagnare (gratis!!!) all’aeroporto dove prendiamo la Marta per il centro e, accompagnati da un gruppo di americani costretti ad Atlanta dagli uragani, andiamo a foraggiarci al CNN center… Ma quando arriva domani per scappare da Atlanta???

05 Settembre 2004

Atlanta – Lima

La mattinata inizia con una “sana” colazione americana, e poiché è domenica, nella sala caffè dove ci sfamiamo si tiene la funzione religiosa con tanto di predicatore, ostie quadrate 1 cm x 1 cm e succo d’uva… Non mi sento in vacanza, ma non mi sento neppure a casa; sono pervasa dalla sensazione di essere sospesa in uno strano limbo fuori da spazio e tempo (anche perché l’attesa per il prossimo volo è davvero lunga!!!). Dopo aver fatto il check in ed esserci sbarazzati dei bagagli, decidiamo di andare scoprire un’altra parte di Atlanta, Decatur, che una dolce vecchiettina ci aveva consigliato la sera prima come posto adatto ai giovani: un parco, un monumento alle quattro guerre (le due mondiali, quella di Corea e il Vietnam), tanti piccoli bar, pub, ristoranti, FINE! Ok, abbiamo trovato il Java Monkey, pub frikkettone dove i vari studenti vanno a rilassarsi quando non hanno lezione, grazioso, comunque sempre angosciante stare ad Atlanta!!! Finalmente il volo per Lima, e dopo solo 6.5 ore, eccoci finalmente in Perù! Dopo aver espletato le formalità doganali (e quindi una fila chilometrica!!!), incontriamo Juni, il figlio di Nilda e Hugo Velarde, che ci accompagna in albergo… Speranzosi di vedere il Perù tanto agognato e sognato, incollati ai vetri come i bambini, ci sembra di essere caduti dalla padella alla brace… Un’eterna periferia, il cui triste grigiore avvolge anche i volti della gente… Ma tanto a Lima mica ci rimaniamo tanto, no?

06 Settembre 2004

Lima (visita città) – Pisco

La mattina, di buon ora, esco per vedere almeno la Plaza de Armas, ma è sempre la stessa sensazione della sera prima… Mi accordo con Nilda e poi con il gruppo ci incamminiamo per la capitale, alla scoperta delle bellezze sottolineate dalla mia guida… Inutile dire che non ne vediamo molte, nemmeno il parco giapponese è carino; riusciamo solo ad intossicarci di smog, polvere e troppo inquinamento acustico… Ma dove cavolo è il Perù? Nei nostri sogni? Mah! Di nuovo carichi, nuovamente speranzosi, eccoci al museo dell’oro,
c’è chi scappa in 10 minuti, chi riesce a resistere per 45 minuti, chi un’ora e mezza… I reperti sono davvero belli, ma il loro ammassamento e l’inesistenza di spiegazioni non ti fanno apprezzare al massimo il loro splendore… Tanto più che è tutto stipato in uno scantinato visto che il capo della fondazione ha preferito dare spazio a collezioni di armi ed animali impagliati al pian terreno. Finalmente si parte davvero, si saluta Lima, anche se purtroppo è un arrivederci a quando ormai avremo solo più il ricordo del viaggio… Ed eccolo il Perù; inizia piano piano a stagliarsi ai nostri occhi increduli la panamericana, una lingua di asfalto attorniata da immense dune di sabbia che si fanno spazio con prepotenza, morendo una volta arrivate a cospetto dell’oceano, così potente, ma reso soave dalla nebbiolina della stagione secca peruviana, la garua! Le parole vengono meno e lo stupore per l’incanto di un paesaggio quasi sovrannaturale ci da finalmente il benvenuto in Perù. Arriviamo in albergo per ricaricarci per il giorno seguente. Ne avremmo davvero bisogno!

07 Settembre 2004

Pisco – Islas Balestas – Paracas – Huacacina (dune) – Nazca (Volo sulle linee)

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